XC. L'UCCISIONE PER LIBIDINE E LA PSICOPATOLOGIA DEGLI OMICIDI SESSUALI
Il concetto di “Uccisione per libidine”, introdotto da Krafft-Ebing (1886), si riferisce al cosiddetto “omicidio per libidine sessuale” che rientra nel complesso gruppo delle attività erotiche perverse, attualmente indicate con il binomio anglosassone “Sexe and Crime”, in cui Il soddisfacimento del piacere “erotico-sessuale” è ottenuto esclusivamente dalla dinamica dell’uccisione, che di per se innesca la “reazione orgasmica” senza alcun congiungimento carnale con la vittima, tipica caratteristica della cosiddetta “Lust murderer” (“Libidine omicida”). L’“omicida per libidine”, come precisa Brittain (1970), «…durante il crimine diventa molto eccitato […] e l’eccitamento raggiunge il culmine in coincidenza dell’uccisione […] senza che avvenga il rapporto sessuale…».
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XCI. IL CONCETTO DI "SESSUALITÀ"
Il termine “sessualità” compare inizialmente nei dizionari della lingua francese (“sexualité”), della prima metà del XIX secolo, con preciso riferimento al complesso dei comportamenti maschile e femminile, specifico dell'essere umano  ― attivati volontariamente, al fine di soddisfare la “concupiscenza reciproca” mediante qualsiasi tipo di contatti erotici, compreso l'accoppiamento definito “coito” ―  come modalità di soddisfazione della pulsione erotica, coscientemente vissuta ed indipendente dall'esito riproduttivo, il quale si può realizzare solo in coincidenza di cicliche condizioni ormonali specifiche.
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XCII. L' "AUTOEROTISMO" E L' "EROTISMO NON COITALE"
L’“autoerotismo”. Consiste in quella attività erotica primaria o vicariante che è convenzionalmente indicata con le seguenti varie denominazioni più o meno note: “masturbazione”, “autismo sessuale”, “autoerastia”, “automonoerotismo”, “autocheiroerastia”, “autocheirofrizionismo”, “monocheiroerastia”, “onanismo”, ecc. Ma, le due denominazioni di uso comune sono senz’altro “masturbazione” ed “onanismo”. La prima denominazione deriva dall’epressione latina “manu-stupratio” (“con mano-violazione”) o, con più probabilità, dall’espressione latina “mas-turbatio” (“maschile-turbamento”). Mentre la seconda denominazione, intrinsecamente non denotativa, deriva dal nome del personaggio biblico Onan, fratello del defunto Er, cognato e secondo marito di Tamar, al quale il padre, in base alla norma del “levirato”, gli ingiunse: «…“Unisciti alla moglie del tuo fratello [defunto], compi verso lei il dovere di cognato ed assicura così una posterità per tuo fratello”. Ma Onan, poiché sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua, ogni volta che si univa alla moglie [vedova] del fratello, disperdeva il seme a terra per non dare discendenza al fratello. Ciò che faceva non fu gradito a Dio, il quale uccise anche lui…» (Genesi XXVIII, 8-9-10).
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XCIII. LE “DISCONFORMITÀ EROTICO-SESSUALI”

Sono considerate “disconformità erotico-sessuali” quelle eccezionali strane disposizioni psico-affettive o disfunzionali discongrue, esclusive ed inevitabili, per l’espletamento della propria attività erotico-sessuale.
La “paradossia psico-sessuale”, la quale è caratterizzata dalla compulsività erotico-sessule insorgente con impellenza verso individui di età non adeguata alla propria, per cui chi ne è affetto, sia se giovanissimo (anche bambino), sia se non più giovane (anche notevolmente vecchio), finisce per cercare e, spesso, trovare partner di notevole differenza d’età.
La “monopolarizzazione sensoriale erogena” la quale consiste nell’esclusiva dipendenza ad una sola particolare sfera sensoriale come fattore facilitante e/o scatenante, ad esempio la sfera olfattiva (“rinoflage” o “annusamento”), per cui in alcuni individui di ambo i sessi la stimolazione della tensione erotica è provocata quasi esclusivamente dall’odore di un potenziale partner in stato di recettività, mentre in rari casi, estremamente psicopatologici, la tensione erotica è scatenata dall’odore di urina e/di feci (parafilia escatologica).

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XCIV. LE “INEFFICENZE EROTICO-SESSUALI”

L’“anarrenia genitale” consiste nell’inefficiente disposizione erotica per disindocrinia genitale congenita o acquisita, ad esempio, quale postumo di ogni genere di orchite o di ovarite come si può verificare per complicanza della parodite epidemica, comunemente conosciuta con la denominazione di “orecchioni”.
L’“erezione anaerotica” consiste nell’erezione peniena spontanea completamente priva di concomitante sensazione erotica
La “disreattività psicogena situazionale peniena e ninfo-clitoridsea” consiste nel disturbo della reattività erogena degli organi genitali maschili e femminili causato da disagio ambientale (ambiente rumoroso, presenza di persone in stanze attigue, temperatura troppo calda o troppo fredda, ecc.).
L’“anafrodisia”, detta anche “afanisia”, consiste nella mancanza congenita o acquisita del desiderio erotico in situazioni nelle quali sarebbe del tutto naturale ed ovvio manifestarlo. Nella donna l’“anafrodisia” periodica premestruale si deve considerare fisiologica. L’“anafrodisia” acquisita (occasionale o persistente può derivare da cause sia psicologiche che farmacologiche.

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XCV. I "DISTURBI DELL'EIACULAZIONE" E L' "EIACULAZIONE FEMMINILE"

L’“Eiaculazione precipitata“. Con l’espressione “Eiaculazione precipitata“ si suole indicare esclusivamente la precipitosa eiaculazione scatenata appena avvenuta l’erezione.
L’“Ejaculatio ante portam”. Con l’espressione “Ejaculatio ante portam” si suole indicate lo scatenarsi dell’eiaculazione allorché si accosta il pene all’ostio vaginale per tentare la penetrazione.
L’“Eiaculazione precoce”. Con l’espressione “Eiaculazione precoce” si suole indicare l’eiaculazione che si verifica dopo la penetrazione del pene in vagina prima che siano trascorsi almeno tre minuti.
L’“Eiaculazione astenica”. Con l’espressione “Eiaculazione astenica” si suole indicare la fuoriuscita dello sperma a gocce invece che a getto. Tale tipo di eiaculazione si verifica con anorgasmia.

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XCVI. LE "REPULSIONI EROTICO-SESSUALI" E LE "FOBIE EROTICO-SESSUALI"

“REPULSIONI EROTICO-SESSUALI”
L’“astinenza sessuale” come fatto intenzionale è un’esperienza esclusiva della specie umana in quanto solo gli esseri umani sono in grado di scegliere se espletare o no l’attività sessuale. L’“astinenza sessuale” può essere determinata da motivazioni di ordine fisico (malconformazioni degli organi genitali, particolari malattie, ecc.), psicologico (terrore del coinvolgimento orgasmico, depressione del tono dell’umore, pregiudizi da condizionamento religioso, ecc.) e sociale (periodi di allenamento preagonistico in conformità di un errata convinzione popolare, periodi di disgrazie individuale e familiari, stato carcerario, lontananze dal partner, vedovanza, ecc.).

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XCVII. IL "PLURALISMO SESSUSALE"
La sociobiologia ha ormai acquisito la conoscenza di leggi universali  ― determinate con il meccanismo della selezione naturale ―  che regolano il comportamento degli esseri viventi, uomo compreso, cosicché analoghi comportamenti animali si sono stigmatizzati, essendo derivati dalle medesime esigenze adattive come, ad esempio, il dimorfismo sessuale specifico del genere maschile e femminile, l’attività di corteggiamento, ecc. Quindi, il processo della selezione naturale ha permesso la diffusione strategica di tutti quei comportamenti specifici idonei a favorire il miglior successo riproduttivo e non vi è alcun dubbio che la predisposizione genetica al comportamento qualificato come “pluralismo sessuale” costituisca una delle fondamentali strategie biologiche per ottenere la massima varianza casuale onde assicurare con la massima probabilità la migliore scelta riproduttiva per la necessità di adattamento ambientale del momento.
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XCVIII. LE ATROCI IMMAGINI DELLA “VIA CRUCIS” E DELLA “CROCEFISSIONE” E CONSEGUENTE DETERMINAZIONE INCONSCIA NELL’INCENTIVARE LO SVILUPPO DELLA PSICIPATOLOGIA “SADO-MASOCHISTICA” COME DIMOSTRATO DALLA SCOPERTA DEI “NEURONI SPECCHIO”
Le più sconcertanti raffigurazioni di un essere umano straziato, con il volto tumefatto ed insanguinato e con il resto del corpo livido e grondante di sangue per le ferite inferte dalla spietata flagellazione, costituiscono il macabro spettacolo rievocato dalla cosiddetta “Via Crucis”. Tale vergognoso spettacolo  ― ormai posto in mostra da spudorate icone appese in tutte le “Chiese Cattoliche” come disposto fin dal 1730 dal Papa Clemente XII (1730-1740) (1) ―  ampiamente propagato dal frate francescano Leonardo da Porto Maurizio, al secolo Paolo Girolamo Casanova (1676-1751) il quale  ― ispiratosi alla descrizione del frate domenicano Rinaldo da Monte Crucis (1259-1324) che nel suo “Liber peregrinatione”, narra di essersi recato in “Terra Santa” e di avere effettuato il medesimo percorso «…per viam, per quam ascendit Christus, baiulans sibi crucem…», suddividendolo in varie soste da lui denominate “stationes” ―  ne istituì ben 576, fra cui quella instaurata presso il Colosseo su commissione del Papa Benedetto XIV (1740-1758) (2) per celebrare l’Anno Santo 1750.
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XCIX. L’“OMOSESSUALITÀ” NELLA SACRA BIBBIA
Nel contesto della Sacra Bibbia il rapporto sessuale di un uomo con un altro uomo  ― non avendo funzione riproduttiva e, quindi, ritenibile esclusivamente quale peccaminosa dissolutezza edonistica ―  è considerato come riprovevole scelleratezza punibile con la pena di morte! A riguardo l’Antico Testamento (A.T.) sancisce quanto segue: «…metaV a[rseno" oujkoimhqhvsh/ koivthn gunaikov": bdevlugma gavr ejstin...» («…con [altro] maschio non unirti in coito femminile: perché è turpitudine.») (Lev. XVIII, 22) concludendo «…o{" a[n koimhqh/Ö metaV a[rseno" koivten gunaikov" ejpoivhsan bdevlugma: qanatouvsqwsan...» («… chi si unisce con [altro] maschio in coito femminile commette turpitudine: sia condannato a morte…») (Lev. XX, 13). Si ricorda che la relativa pena di morte comminata per l’attività omosessuale  ― considerata gravissimo “peccato mortale” ―, originariamente promulgata nell’ambito dell’antichità giudaica, si è mantenuta talmente atroce nel contesto della cultura “giudeo-cristiana” fino al XVII secolo, allorché consisteva ancora nell’essere arsi vivi sul rogo! Mentre, due noti episodi del A.T.
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