Nel Vecchio Testamento (V.T.) l’originaria concezione del termine ebraico “mashiah” (“unto”) è contenuta nell’espressione, tradotta in italiano, «… il sacerdote che ha ricevuto l’“unzione” [= la “consacrazione”]…» (Levitico IV, 3). Nel V.T. l’“unzione consacrante [con olio] concessa da “Adonaj” (dal “Padrone”), come era comunemente chiamata, per rispetto, la suprema divinità “Yhaweh” (“Colui che è”) “divio” (“in luce” [per “in cielo”]). In tutto il V.T. si riscontra che la sacra denominazione ebraica “Mashiah” (“Unto”) è conferita a tutta una serie di personaggi investiti da compiti eccezionali come i profeti, i regnanti, ecc. Ad esempio, si riporta il seguente passo del V.T, tradotto in italiano, «…Egli concede una grande vittoria e grazia al suo “unto” Davide ed alla sua discendenza per sempre…»

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Lo “Stato del Vaticano” risulta essersi costituito in base della spudorata “truffa”, escogitata dal Papa Stefano II (732-757) per ricattare Pipino detto il “Breve” (714-768) il quale, avendo usurpato il trono dell’ultimo re merovingio Childerico III detto l’“Idiota” (712-756), voleva essere legittimato come re dei Franchi dal Papa. Pertanto, il Papa Stefano II (732-757) fece confezionare un falso atto di donazione dal quale risultava che l’Imperatore Costantino (274-337) aveva donato al Papa Silvestro I (314-335) tutti i territori italiani dell’Impero Romano d’Oriente e, con tale documento falsificato, si recò rapidamente in Francia. Ivi legittimò re Pipino il “Breve” (714-768) a patto che questi gli restituisse con una solenne cerimonia i territori previsti nella falsa donazione di Costantino (274-337), ottenendo subito una parte di tali territori.

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L’attività illecita della “Chiesa Cattolica” nel carpire con inganno ogni genere di beni agli ingenui adepti, ha inizio nel IV sec. allorché gli ingenui fedeli, in previsione della loro morte, venivano convinti dai sacerdoti a fare donazioni alla “Chiesa” al fine di assicurarsi la salvezza della propria anima nell’“aldilà”. Il frutto di questo raggiro si prolunga in progressione geometrica per tutto il Medioevo e le pretese “pie donazioni” che la “Chiesa” ottiene, soprattutto dai ricchi signorotti, sono particolarmente ingenti, specialmente nel corso dei secoli XI e XII. Tali donazioni sono pretese in cambio dell’offerta di vantaggi sociali nella “vita terrena” e di vantaggi spirituali nella futura “vita eterna” che la “Chiesa” propone. Nel caso in cui i futuri eredi dei donatori tentino di impedire le “donazioni”, la “Chiesa” non esita a formulare la cosiddetta “laudatio parentum” con la quale stabilisce che i benefici sono estesi anche agli eredi!

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CXXXIII. LA SPREGEVOLE TRUFFA DELLE “SANTIFICAZIONI” DA PARTE DELLA “CHIESA CATTOLICA”

All’origine i più antichi “Santi”, escogitati dalla “Chiesa Cattolica”, quali Anna, Giovacchino, Elisabetta, Giovanni, Maria, Giuseppe ecc., come ha ben precisato Barbara Walker (1983), non sono personaggi storici, ma personaggi mitici estrapolati da antichissime tradizioni «…per preservare il politeismo pagano che la gente voleva, mentre si fingeva di adorare un solo Dio…» (1).
D’altra parte, sono stati citati da Whelless (1926) casi di feste pagane che sono diventate feste cristiane: statue di dei pagani trasformate in “Santi Cristiani” (2).
Infatti, nel processo di “fabbricazione dei Santi” presero a modello dee e dei come Artemide (= S. Ursola) e Dioniso ( = S. Denis), ecc. Inoltre, i Templi Pagani furono trasformati in Chiese Cristiane e, come precisa Samel Bochart (1646), la “Chiesa Cattolica” «…ha trasferito ai propri “Santi” tutto l’equipaggiamento degli Dei Pagani: a S. Volfango l’uncino di Saturno, a Mosè i corni di Giove Ammone, a S. Pietro le chiavi di
Giano, ecc. In sintesi, “Chiesa Cattolica” ha cacciato via tutti gli Dei dal Panteon di Roma, per mettere a loro posto tutti i Santi, le cui immagini sono adorate con pari devozione di quelle che erano un tempo degli Dei Pagani […], le portano in processione, si inchinano davanti ad esse, le rivolgono le loro preghiere ed attribuiscono ad esse virtù miracolose…» (3).

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CXXXIV. LE PARTICOLARI RIPROVEVOLI ATTIVITÀ DELLO “STATO DEL VATICANO”, “SANTA SEDE” DELLA “CHIESA CATTOLICA”, PER ACQUISIRE RICCHEZZA, DAL 1964 AL 2010

Il Papa Paolo VI (1963-1978) nel 1964 pur di acquisire ricchezza non ha esitato a reintegrare Padre Pio da Pietrelcina (1887-1964)  — che il 31 maggio 1923 dal “Santo Uffizio” era stato ufficialmente smascherato come truffatore —  in cambio del passaggio di proprietà alla “Santa Sede” delle enormi ricchezze prodotte dalle attività del frate! Tale Papa, pur di accumulare ricchezze, non si è fatto scrupolo ad intraprendere notevoli attività illecite ben illustrate da Guarino (1998) come segue:

Sulle casse papali incombe l’incognita della nuova legislazione fiscale italiana, che dal dicembre 1962 impone una tassazione fino al 30% dei profitti derivanti dai dividenti azionari. Per le sue speculazioni sui mercati azionari, il Vaticano pretenderebbe un regime di totale esenzione fiscale […].
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CXXXV.LA MITICA STORIELLA DI “GESÙ, MARIA, GIUSEPPE, GIOVANNI BATTISTA ET ALTRI” RISULTA DETTAGLIATAMENTE RIPRESA DAL CULTO EGIZIANO DI “HORUS” A SUAVOLTA MUTUATO DA ANALOGHI ANTICHISSIMI CULTI PROMOSSI DAI PRIMI DETENTORI DEL POTERE PER ASSOGGETTARE LE MASSE DI SPROVVEDUTI.

«La religione è considerata vera dalla gente comune, falsa dalle persone sagge, utile dai governanti» 
Lucio Anneo Seneca (4 a.C.-65 d.C.)

«…ogni religione altro non è che una forma di mistificazione diretta ad assicurare il mantenimento del potere a una classe sociale privilegiata…»
Umberto Ricca (1976)

“Horus” (XVI sec a.C.), “Dio Solare”, denominato anche “Agathos” e “Serapide” (1), annunziato da un Angelo di nome Thot alla giovane vergine egiziana “Iside-Mata-Meri” (“Iside-Madre-Maria”), nacque in una stalla il 25 dicembre, ebbe per padre putativo un falegname di discendenza reale di nome Seb (= Giuseppe), all’età di 12 anni insegnò nel Tempio di Ptha, si allontanò per 18 anni ed appena tornato all’età di 30 anni fu battezzato presso il fiume Eridanus da “Anup il Battista” che morì decapitato (da cui, ben 1500 anni dopo fu mutuata la figura evangelica di Giovanni il Battista) (2), ebbe 12 discepoli, compì gli stessi miracoli che i redattori dei Vangeli hanno fatto compiere al personaggio da loro storicizzato come Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe), morì crocifisso e resuscitò dopo tre giorni.

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CXXXVI. COME JOHANN JOSEPH MOST (1883) HA DIMOSTRATO CHE LA “RELIGIOSITÀ” CONSISTE NELLA PEGGIORE PESTE PANDEMICA CHE INFETTA LA MAGGIOR PARTE DELL’UMANITÀ.

«…Quanto più l’uomo è religioso, tanto più crede; quanto più crede,
tanto meno sa; quanto meno sa, tanto è più ignorante; quanto è più

ignorante, tanto è più governabile…»
Johann Joseph Most (1846 – 1906)

Da Alper (2001) è stato ben documentato che nell’encefalo della specie umana, in un certo stadio della sua evoluzione, si è formato un “centro specifico della religiosità”  — successivamente individuato da Ramachandran (2003) nell’ambito del “sistema limbico” (cfr. Ramachandran V.S.: «The Emerging Brain», San Diego, 2003) —  in risposta adattiva alla presa di coscienza della mortalità, come difesa alla tremenda angoscia di dover morire.

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CXXXVII.L’IPERDULIA E L’IMPOSTURA DELLE APPARIZIONI MARIANE

Il termine “iperdulia”, derivato dal sostantivo greco “uvperdouliva”, formato dalla preposizione “uvper” (“super”) posta come prefisso al sostantivo “douliva” (“asservimento”, “dipendenza”, ecc.), è stato adottato dalla teologia cattolica, nel senso di “super devozione”, per indicare il culto rivolto alla escogitata “vergine madre”  — dell’inventato figlio divino, storicizzato come Yeschuah Bar-Yosef (Gesù il “Cristo”), nato per “concezione immacolata” —  diversificandolo dal culto rivolto ai santi, in genere, indicato col semplice termine “dulia”.

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CXXXVIII.SHAUL (PAOLO) DI TARSO, “APOSTOLO SUPPLEMENTARE (AGGIUNTO POSTUMO)”, INVENTATO AL PARI DEI PRECEDENTI “DODICI APOSTOLI”.

Nonostante l’evidente assurdità da parte del redattore degli “Atti degli Apostoli”  — attribuiti all’Evangelista scrivente a nome di Luca, che si presume li abbia formulati tra il 72 ed il 98 d. C. (ma i relativi testi scritti pervenuti non sono databili ad epoca precedente il II o III secolo d. C.) —  lo storicizzato “Masciah” (termine aramaico significante “Unto”, italianizzato “Messia”, corrispondente al termine greco “XristoV"”, italianizzato “Cristo”) Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe), dopo che in vita aveva già scelto ed addestrato “dodici Apostoli”, appena “salito in cielo” [!!] — con tutto il corpo previa risurrezione dalla propria morte —  avrebbe,improvvisamente, folgorato un certo “Paolo di Tarso”,che stava percorrendo la strada di Damasco (Atti IX, 3-9) (1), abbagliandolo e nominandolo “Apostolo” con l’incarico di perfezionare ulteriormente la missione dei dodici “Apostoli” precedentemente nominati quando era in vita!

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CXXXIX.L’INSIDIOSA TRUFFA PERPRETATA DALLA “CHIESA CATTOLICA” NELL’IMMETTERE NELLE EDIZIONI DI LARGA DIFFUSIONE DELLA “SACRA BIBBIA” IL TERMINE “SIGNORE” INVECE DEL CORRISPETTIVO TERMINE “PADRONE” DEI TESTI ORIGINARI

Il sostantivo “signore” deriva «...dal latino SENIÔR (comparativo di SÉNEX, vecchio) che [quindi] significa più vecchio, anziano, voce adoperata dagli scrittori della barbara latinità non già per annoso, ma [impropriamente ] invece dell'antico DOMINUS padrone, [...] in seguito prese nel comune linguaggio il significato di Ricco...» (cfr. Pianigiani O.: «Vocabolario etimologico della lingua italiana», Genova, 1988). A riguardo Bezzola (1925) precisa quanto segue: «...Nell'antichità il posto del moderno “Signore” era occupato da Dominus [Padrone]. Ora dominus [padrone] comincia a far posto al nuovo titolo Senior soltanto nella bassa latinità, agli albori del medio evo.

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