Allorché il “Cristianesimo”, rendendosi utile alla politica schiavistica dei dominatori romani, riuscì a conquistare l’egemonia assoluta su tutti gli aspetti    socio-culturali del vasto Impero Romano e ad istituzionalizzarsi come incontrastata religione ufficiale dello Stato  — in ottemperanza all’“EDITTO DI TESSALONICA”, promulgato il 27 febbraio del 380 ed, in pratica, reso esecutivo nel 391 per decreto dell’imperatore Teodosio I (378-392) —  si adoperò con ferocia a demolire i luoghi di culto del “Paganesimo” uccidendone, persino, i sacerdoti ed i fedeli! Si pensi che l’imperatore cristiano Teodosio II (408-450) faceva uccidere persino i bambini sorpresi a giocare con i resti delle statue pagane!

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I gestori del “Cristianesimo” non solo hanno atrocemente perseguitato chi si distaccava dalla loro ideologia, ma hanno anche falsificata la verità storica, accusando ingiustamente i migliori sovrani di avere perseguitato i primi “cristiani”. Invero, le autorità governative fin dall’inizio dell’impero di Flavio Valerio Costantino (306-337) non tardarono ad accorgersi che proprio l’ideologia dei “cristiani” che prometteva premio eterno a chi si manteneva povero, sottomesso e servile, tanto che ritenne opportuno incentivare la diffusione di tale ideologia fino a farne incontrastata Religione di Stato ed a permettere che i capi settari del “cristianesimo” iniziassero a falsificare la storia a reciproco vantaggio.

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Da un’accurata ricognizione storica si rileva che la “Chiesa Cattolica” fin dall’inizio della sua organizzazione nell’ambito dell’Impero Romano ha sistematicamente commessi massacri e crimini di ogni genere con progressiva ingravescenza, tanto che già nel VII secolo appare notevolmente vistosa. Basta ricordare che il Papa Stefano III (768-772), appena eletto, fece trascinare l’antipapa Costantino II (667-668) attraverso le vie di Roma fino al carcere dove fu fatto storpiare, ai cardinali suoi fautori fece strappare gli occhi e la lingua ed il Papa Leone III (795-816), appena eletto, fece decapitare numerosi proprietari terrieri per incamerarne i beni ed, inoltre, fece condannare a morte un notevole numero di persone dichiarate colpevoli di “lesa maestà” nei suoi confronti!

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Il Papa Giovanni Paolo II (1978-2005), prima di essere ordinato sacerdote, tra il 1941 ed il 1944, si è prestato a vendere, per conto dell’Industria Chimica I.G. FARBEN, ai Nazisti che presiedevano all’eliminaziome degli ebrei  — come ben documentato (cfr. Cooper W.: «Behold a Pale Horse», Light Technology Publishing, New York, 1991; Bushby T.: «John Paul II: a Political Obituary», Stanford House Publishing, Auckand (New Zeland), 2006; Leedom T.C., Churcville M.: «The Book no Pape Would Want You to Read», Manoa Valley Poblshing Company, New York, 2010; ecc.) —  il prodotto denominato “ZYKLON B” (composto da “acido cianidrico”, “acido prussico” e “malatione”) (1), sistematicamente usato per sterminare gli ebrei rinchiusi ad Auschwitz!

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Indipendentemente dagli svariati motivi contingenti, qualsiasi individuo, che si trova costretto ad allontanarsi dal suo territorio originario, nell’impatto con il nuovo
contesto sociale radicalmente diverso dal proprio, avverte un immediato disagio psicologico per le difficoltà di inserimento nell’ambito di una comunità culturalmente
dissimile da quella abitudinaria. Tuttavia, per l’innata tendenza umana ad adeguarsi alle nuove situazioni, l’individuo immigrato riesce, in tempi più o meno brevi, a
realizzare una soddisfacente integrazione personale nel nuovo contesto socioculturale.

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CXXV.LA RICOGNIZIONE STORICA DELL’“ACCIDIA”, ORMAI IDENTIFICABILE CON LA PRECISA DENOMINAZIONE DENOTATIVA DI “ATIMORMIA”

Col termine “accidia”  — derivato dal sostantivo greco “ajkhqiva” (“incuria”, “inerzia”, “pigrizia”, “ozio”, “indolenza”, “indifferenza”,“apatia”, ecc.) (1) —  nel “Catechismo [da “kathvchsi"” (“istruzione”, “insegnamento”, ecc.)] della Chiesa Cattolica” è indicato l’ ultimo dei “Sette Vizi Capitali”. Poiché la religione, come precisa Ricca (1976), «…altro non è che una forma di mistificazione diretta ad assicurare il mantenimento del potere ad una classe sociale privilegiata…» (Ricca. U.: «Processo alle religioni», Milano, 1979) (2), la massa degli umili sottomessi non può e non deve permettersi alcun “vizio”. Infatti, i “vizi”  — si pensi, ad esempio, alla “superbia” (ostentazione di altera superiorità e di disprezzo per i sottomessi), ed alla “lussuria” (brama sfrenata di piaceri e di sfarzosità) —  devono essere incontestata ed assoluta prerogativa dei benestanti “padroni”!

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CXXVI. COMMENTO AL TEMA “LA VOLONTÀ DI GESÙ E LA VOLONTÀ DEL PADRE” IN “GESÙ DI NAZARET” (SECONDA PARTE) (*) DI JOSEPH RATZINGER (BENEDETTO XVI)

“Gli abitanti della Terra sono di due tipi: quelli con cervello, ma senza religione,
e quelli con religione, ma senza cervello”
Ala’Ahmed ibn Sullaiman (973-1057)

Premesso che non esiste alcun documento storico non contraffatto che attesti la reale esistenza del personaggio “Gesù”  — abilmente storicizzato dai fondatori del “Movimento Settario Messianico” (1) — e che la località palestinese denominata “Nazaret” risulta essere stata fondata nel III sec. dell’Era Volgare (comunemente indicata come “d. C.”) (2), Ratzinger (2011) riporta quanto segue: «…La tribolazione dell’anima umana di Gesù (“l’anima mia è turbata”) […]. Ma la consapevolezza circa la sua missione […] lo fa pronunciare la domanda che Dio glorifichi il suo nome: proprio la croce, l’accettazione della cosa orribile, l’entrare nell’ignominia dell’annientamento della dignità personale, nell’ignominia di una morte infame diventa la glorificazione del nome di Dio [!!].

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CXXVII.ANALISI DELLA “LETTERA AI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA SULLA CURA DELLE PERSONE OMOSESSUALI” DI JOSEPH RATZINGER (1986), ESPRESSIVA DI IGNORANZA ASSOLUTA DELLA DOCUMENTATA BIOFISIOLOGIA DELL’“OMOSESSUALITÀ” ED ISTIGATRICE ALL’ “OMOFOBIA”

Joseph Ratzinger, allorché rivestiva la carica di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (ex “Sant’Uffizio” del Tribunale dell’Inquisizione), il 10 ottobre del 1986 emise Comunicazione, a tutti i Vescovi Cattolici, delle norme per la Cura delle persone affette da “omosessualità”! In tale Comunicazione appare la velata proposta di un vero e proprio “Dogma Omofobico” di decisa condanna per la condizione umana di “omosessualità”, nonostante fosse da lui interpretata come una grave malattia da curare! Dalla sua lunga e monotona Comunicazione di essenziale si rileva quanto segue: «…questa Congregazione ha ritenuto il problema così grave e diffuso da giustificare la presente “Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali” […].

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CXXVIII.LA DIPENDENZA DA “PLACEBO”

Il termine “placebo” (“compiacerò”) deriva dal verbo latino “placeo-cui-itum-ere” (“compiacere”, “soddisfare”, “esaudire”,ecc.) ed è stato usato per la prima volta dal poeta anglosassone Geoffrey Chaucer (1340-1400) che in «The Canterbury Teles», facendo riferimento al versetto 9 del Salmo CXIV della “Vulgata” in cui si legge «Placebo Domino in regione vivorum» («Compiacerò al Padrone [cioè, a “Dio”] nella regione dei vivi»), ha usato tale termine per ironizzare sui preti ed i frati che proprio con la parola “placebo” iniziavano le “preghiere” ― spacciate come efficaci ―  per ottenere i “miracoli” a favore dei “fedeli” e le indulgenze a favore dei defunti, recitate a pagamento, turlupinando gli ingenui “credenti”.

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CXXVIII. ANALISI COMPARATA DEL CONTENUTO DEI QUATTRO “VANGELI CANONICI”

«…Gli Evangelisti sono gli inventori, non gli storici, delle cose che dicono di Gesù…»
Porfirio (234-305 d. C.)

«…I Vangeli sono scritti di propaganda, destinati ad organizzare e ad autenticare,
rendendola verosimile, la leggenda rappresentata nel dramma sacro della setta ed a conformarla alle consuetudini della mitologia dell’epoca…»
Charles Guignebert (1938)

«…È un fatto incontestabile ed incontestato che i redattori dei vangeli si sono proposti di servire la religione, non la storia…»
Jules Isaac (1948)

«…I Vangeli […] spesso sono stati considerati opere storiografiche con conseguenze disastrose…»
Graham Stanton (1995)

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