LIII. GLI SCRITTI SPECULARI DEL NUOVO TESTAMENTO NON RICONOSCIUTI (DETTI “APOCRIFI”) DAI GESTORI DEL “CRISTIANESIMO CATTOLICO” ESORDIENTE PERCHÉ RITENUTI COMPROMETTENTI
L'aggettivo qualificativo “apocrifo” (dal greco "αποκρυφος" che letteralmente significa “occulto”, “nascosto”,“oscuro”, “segreto”, ecc.) nel caso specifico è usato in senso traslato col significato di “non riconosciuto” e, quindi, da non includere fra gli scritti canonici e, dal quinto secolo in poi, ha anche acquisito il significato di malefico e proibito. Gli scritti “apocrifi” riferibili specularmente al Nuovo Testamento possono essere distinti in “Vangeli apocrifi”, “Atti apocrifi”, “Epistole apocrife” ed “Apocalissi apocrife”.
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LIV. LE ALLUSIONI DENIGRANTI NEI RIGUARDI DI YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE) DELLE REDAZIONI TALMUDICHE E LE PARODIE DISSACRANTI DELLE REDAZIONI DEL “TOLEDOTH YESCHUAH” (“CONCEPIMENTO [DI] GESÙ”)
Il sostantivo ebraico “Talmud” (“dottrina”), derivante dalla radice verbale “lamad” (“imparare”), designa il complesso dottrinale ebraico che costituisce la principale codificazione della legge giudaica. Sussistono due versioni talmudiche rispettivamente denominate “Talmud Eretz Israel o Yerushalmi” (“Talmud di Israelie o Gerusalemitico”) (compilato nel IV-V sec. d. C. in aramaico occidentale o palestinese) e “Talmud Bavlì” (Talmud di Babilonia) (compilato nel VI sec. d. C. in aramaico orientale o babilonese). La prima delle suddette versioni talmudiche comprende trentanove delle sessantatre trattazioni della “Mishnah” (“ripetizione” della legge orale codificata nel II sec. d. C.)...
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LV. I RIFERIMENTI RIGUARDANTI YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE) NEGLI SCRITTI ISLAMICI (“QUR‘AN” ED “AHDITH”)
Nel Qur Jan (“Declamare”) (italianizzato: Corano) Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) è indicato come JIsa ibn Maryam (Gesù figlio di Maria) ed, a volte, anche con l'aggiunta della qualifica di “al-Masih” (“il Messia”) (Sura II, 87; Sura III, 42-43, da 45 a 52, 55-59-84; Sura IV, 157-158-163-171; Sura V, 17-46-72-75-110-112-114-116; Sura VI, 85; Sura IX, 30-31; Sura XIX, 34; Sura LVII, 27; Sura LXI, 6-14) (1). In tale opera, di cui il più antico manoscritto pervenuto - una copia del quale trovasi presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano - è databile agli inizi dell'VIII sec. (2) (1) relative ai primi tre ordini, a buona parte del quarto ordine e ad alcuni capitoli del sesto ordine...
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LVI. I COSIDDETTI "PADRI APOSTOLICI" O "PRE-APOLOGETI" ED I COSIDDETTI "PADRI DELLA CHIESA" O "APOLOGETI" CHE HANNO ELABORATO, FALSIFICANDOLI, I DATI STORICI DELLA TRADIZIONE ORALE INERENTE L'ORIGINARIO "MOVIMENTO CRISTIANO"
Le insopportabili denigrazioni continuamente effettuate da parte dei giudei e dei pagani nei confronti degli iniziati al “movimento cristiano”, in quanto tale movimento era visto come una malefica organizzazione settaria di tipo superstizioso, per reazione scatenarono il fiorire di tutta una serie di "απολογιαι" (italianizzato “apologie”) (letteralmente “da orazioni” ed in senso traslato “discorsi in difesa”) da parte dei primi eminenti dotti del cristianesimo, incentivate dal potere politico dominante, allorché tale potere prese coscienza che l’ideologia della nuova sétta - inizialmente perseguitata, soprattutto per il fatto che il rifiuto da parte dei suoi adepti di ogni altra divinità, oltre la loro, era considerato come un attacco sovversivo alla sovranità imperiale...
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LVII. LE CONDOTTE SESSUALI NELL'AMBITO DELLE USANZE SOCIO-CULTURALI DEGLI IMMIGRATI NEL TERRITORIO ITALIANO
La popolazione degli “immigrati” è costituita da individui - appartenenti a varie etnie, le cui usanze socio-culturali specifiche sono fortemente radicate - provenienti da territori a basso sviluppo economico e ad alto incremento demografico. I gruppi umani - ciascuno secondo le proprie peculiarità etniche - per convivere e sopravvivere col riprodursi, intraprendono le tipiche modalità comportamentali relative all’espletamento dell’istinto sessuale, ben coordinate dalla risultante delle ideologie e dei valori tradizionali, il cui rispetto impedisce la conflittualità tra i generi, facilitando la continuità biologica e culturale del gruppo di appartenenza garantendone la stabilità e la coesione. Fin dall’inizio del secolo scorso gli studiosi di antropologia culturale (Crawley, 1902; Westermark, 1906; ecc.) hanno analizzato e puntualizzato le diverse modalità di espletamento dell’attività sessuale secondo i costumi, le concezioni ideologiche, le razionalizzazioni e, persino le sublimazioni, proprie di ciascuna società umana (1).
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LVIII. I COSIDDETTI “AGRAPHA”, CONSISTENTI IN MASSIME, PRECETTI E SEMPLICI ASSERZIONI VERBALI, PER LA MAGGIOR PARTE NON RIPORTATE NEI VANGELI CANONICI, ATTRIBUITE DALLA TRADIZIONE ECCLESIASTICA AL PERSONAGGIO YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE) VEROSIMILMENTE COSTRUITO DAI GESTORI DEL MOVIMENTO CRISTIANO PER L’UTILITÀ DELLA POLITICA CAPITALISTICA IMPERIALE
Col termine “Agrapha” (nominativo plurale neutro del latino “agraphon” = “non-scritto”) si suole indicare il complesso delle massime e delle semplici asserzioni verbali, tradizionalmente attribuite dai gestori del movimento cristiano, per l’utilità della politica capitalistica imperiale, al fantastico personaggio Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe), non riportate nei quattro Vangeli canonici (1), di cui è difficile provarne l’autenticità. Essi si riscontrano negli scritti neotestamentari non evangelici (2), negli scritti degli apologeti (3) dalle origini del cristianesimo fino al medioevo...
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LIX. LA QUESTIONE SE YEHOUDA GALILAIOS BAR-HEZEKIA (GIUDA GALILEO FIGLIO DI EZECHIA) SIA STATO IL PADRE BIOLOGICO DEL PERSONAGGIO SU CUI GLI AUTORI DEI VANGELI HANNO MODELLATO LA FIGURA DI YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE), PERALTRO ARRICCHITA CON SUGGESTIVI SPECIFICI PARTICOLARI ESTRAPOLATI DALLA CONDOTTA DI NUMEROSI ALTRI ANALOGHI PERSONAGGI DELLA STORIA EBRAICA
Fra i vari eminenti studiosi propensi ad ammettere che Yehouda Galilaios Bar-Hezekia (Giuda Galileo Figlio di Ezechia) - famoso rivoluzionario morto combattendo durante l'insurrezione del 6-7 d. C. (1) - sia stato il padre biologico di Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe), oltre Rosati (1988) (2), si annovera anche Donnini (1994) il quale, a riguardo, non esita ad affermare quanto segue: «…ritengo abbastanza verosimile che il Cristo sia stato proprio il figlio primogenito di Giuda il Galileo […]. Credo anche però che tutto il possibile sia stato fatto, dagli scribi della Chiesa, per cancellare definitivamente la memoria di questa compromettente origine, creando la residenza leggendaria a Nazaret [località fondata nel primo ventennio del III sec. d. C.!]...
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LX. L’ “ATEISMO” DI RITORNO DELL’UMANITÀ ORIGINARIAMENTE ATEA
«…La paurosa credenza nella divinità fu inventata da un uomo astuto e sagace…»
Raffaele Pettazoni (1957)

Come ricorda Hourdin (1967) «…L’esistenza dell’ateismo è storicamente molto più antica della civiltà cristiana. L’ateismo ha una propria autonomia. Alcuni filosofi dell’antichità come Epiteto ed Epicuro erano atei. La diffusione dell’ateismo è, d’altronde, molto più ampia di quanto lo sia la conoscenza del Vangelo. […]. Dunque, il Cristo, Figlio di Dio, si sarebbe incarnato quando già esistevano gli atei. Le Chiese che ne sono seguaci non hanno estinto l’ateismo…» (1)...

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LXI. LE BASI BIOEVOLUZIONISTICHE DEI COMPORTAMENTI DI SCELTA DEl PARTNER SESSUALE NELLA SPECIE UMANA
Ormai è ampiamente documentato che ogni comportamento animale, compreso quello dei primati umani, si è evolutivamente selezionato (Hamilton, 1964; Williams, 1966; Trivers, 1971; Wilson, 1975; Keller e Liod, 1992) (1) eliminando gradualmente le strategie comportamentali non adattive e, progressivamente, rinforzando quelle adattive efficaci nel raggiungere le finalità biologiche, fra cui la finalità di realizzare la conquista del partner sessuale. D’altra parte, è anche dimostrato che la scelta selettiva del partner sessuale promuove l’“eterozigosi genetica” che, conseguentemente, determina un aumento della probabilità di sopravvivenza degli individui eterozigoti per la presenza di un maggior numero di geni attivanti la funzione immunitaria (Nesse e Wiliam, 1994) (2)...
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LXII. LE FANTASIOSE DESCRIZIONI FIABESCHE DELLA “NATIVITÀ” E DEL “PERIODO NEONATALE” RELATIVE AL FANTOMATICO PERSONAGGIO YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE) COMPOSTE A SCOPO “APOLOGETICO-EDIFICANTE”
Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) risulta essere nato, al termine fisiologico di gravidanza (Luca II, 6) (1), da parto eutocico ed indolore nonostante che la madre Myriam Bar-Yeoyakim (Maria Figlia di Gioacchino) fosse notevolmente stressata da un disagevole viaggio di circa 150 Km.  - al termine del quale ebbe anche delle visioni [“Vangelo dello Pseudo Matteo” XIII, 1 (2); Codice Hereford (3) e Codice Arundel (4) dell'“Infanzia del Salvatore” I, 61; ecc.] [se realmente verificatesi si è senz'altro trattato di un tipico episodio allucinatorio sicuramente attribuibile ad uno stato onirico-confusionale (5) non inquadrabile nel contesto di una psicosi gravidica primaria, ma indotto dalla protratta carenza di sonno (6) e dalla eccessiva stanchezza...
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LXIII. LA STRABILIANTE DESCRIZIONE DELL’INFANZIA DEL FANTOMATICO PERSONAGGIO DENOMINATOYESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE), ELABORATA A SCOPO “APOLOGETICO-EDIFICANTE” DAGLI INTERESSATI GESTORI DEL MOVIMENTO CRISTIANO
Per quanto riguarda l'infanzia  - ossia l'epoca compresa tra il terzo mese ed il quarto anno (prima infanzia) e quella compresa tra il quinto anno e l'ottavo anno (seconda infanzia) - del mitico personaggio evangelico Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe)  - a parte che egli avrebbe pronunziato le prime parole  - sicuramente nell'idioma familiare consistente in uno dei diversi dialetti dell'aramaico (1) -   ed avrebbe effettuato i primi passi [se fosse esistito veramente, non di certo appena nato come si rileva nella letteratura edificante (2) prodotta dagli interessati gestori del movimento cristiano] in età fisiologica...
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LXIV. Il FANTASTICO EPISODIO ESCOGITATO DAI GESTORI DEL MOVIMENTO CRISTIANO PER DIMOSTRARE LE DIVINE CAPACITÀ INTELLETTIVE POSSEDUTE GIÀ IN ETÀ PUBERALE DAL LORO INVENTATO PERSONAGGIO YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE).
Per quanto riguarda il periodo prepuberale  - cioè l'epoca compresa tra il nono anno e l'undicesimo anno d’età -  del personaggio, creato a scopo “apologetico-edificante” dai gestori del movimento cristiano, Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) non vi è nulla di esplicitamente dichiarato, tuttavia, se fosse veramente esistito, si può arguire che all'età di dieci anni sarebbe stato iscritto, come di norma, al triennio di scuola superiore denominata bet talmud (casa della sapienza)(1) mentre, nel contempo, avrebbe dovuto continuare l'apprendistato presso la falegnameria del padre Yosef Bar-Heli (Giuseppe Figlio [legale] di Eli)...
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LXV. LO STRANO SILENZIO DA PARTE DEGLI EVANGELISTI NEI RIGUARDI DEL PERIODO ADOLESCENZIALE RELATIVO AL LORO INVENTATO PERSONAGGIO YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE)
Per quando riguarda il periodo adolescenziale - cioè l'epoca compresa tra il tredicesimo anno ed il ventesimo anno -  attribuibile all’emblematico personaggio Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) sia i Vangeli canonici che quelli non canonici risultano del tutto silenti. Soltanto Notowitsch (1884) riferisce dell'esistenza di antichissimi manoscritti tibetani - che, a dire dello stesso Notowitsch (1884), si conserverebbero a Lhasa, capitale del Tibet, mentre le relative copie si troverebbero nel convento Lama Hemis di Ladakh -  in cui sarebbe documentato che quando Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe)...
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LXVI. LE COSTRUITE GESTA EDIFICANTI FATTE COMPIERE DAI “NOTABILI” DEL MOVIMENTO CRISTIANO AL FANTOMATICO PERSONAGGIO YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE) NEL BREVE PERIODO DI PASSAGGIO DALLA GIOVINEZZA ALLA STRONCATA MATURITÀ
Per quanto riguarda il periodo della giovinezza - ossia, l'epoca compresa tra il ventunesimo anno ed il trentaduesimo anno di età - del costruito personaggio Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) si constata che gli evangelisti non riferiscono alcuna notizia del ventennio comprensivo del suo periodo adolescenziale e giovanile - che, stando alle consuetudini giudaiche dell’epoca, avrebbe dovuto trascorrere in parte nell'esercizio del proprio mestiere (1) ed in parte nel “nazirato” (2) - , finché lo fanno improvvisamente ricompare all'età di circa trentadue anni allorché egli, essendo venuto a conoscenza che, presso il guado di Bethabara ad ottanta chilometri di distanza dal suo villagio...
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LXVII. L’ANAMNESI PATOLOGICA REMOTA DEL FANTOMATICO PERSONAGGIO DENOMINATO YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE) RICAVATA DALLE COSTRUITE REDAZIONI EVANGELICHE

«…All'età della pubertà (dodici anni) [...] egli fa una fuga [...] e si dichiara essere il figlio del dio dei Giudei…»
Charles Binet-Sanglé (1911)

L'anamnesi patologica remota si riferisce a tutti gli eventi morbosi occorsi dalla nascita a tutto il periodo di vita antecedente all'epoca della comparsa degli eventi morbosi che hanno determinato l'esame in atto del soggetto. Pertanto, nel caso particolare di Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe), la ricognizione anamnestica da ritenersi remota è quella riferibile al periodo compreso dalla nascita all’età di trent’anni...

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LXVIII. L’ANAMNESI PATOLOGICA “RECENTE” DEL FANTOMATICO PERSONAGGIO YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE) RICAVATA DALLA CREAZIONE DELLE INTERESSATE REDAZIONI EVANGELICHE

L'anamnesi patologica recente si riferisce al complesso degli ultimi eventi morbosi che hanno determinato la necessità di prendere in esame il soggetto. Nel caso particolare di Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) l’anamnesi patologia da ritenersi recente è quella riferibile all’epoca compresa tra l’ultimo periodo della giovinezza ed il periodo iniziale della maturità, bruscamente interrotta dalla sua morte avvenuta al compimento del trentaquattresimo anno di età (1), i cui dati anamnestici possono essere raccolti conformandosi rigorosamente alle informazioni fornite esclusivamente dal Nuovo Testamento...

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LXIX. L’ESAME PSICOLOGICO DEL FANTOMATICO PERSONAGGIO YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE) DESUNTO DALLE RELATIVE DESCRIZIONI EVANGELICHE E RELATIVA SINTESI DIAGNOSTICA

«…Gesù […] a varie riprese si è dichiarato Messia e Figlio di Dio, Figlio di Dio piu spesso che Messia, non potendo per lui l’uno andare senza l’altro […]. Egli si è dichiarato: unico Figlio di Dio, una cosa sola con Dio, disceso dal cielo, preesistente da ogni eternità, luce del mondo, pane della vita, sola porta di salvezza […], ha voluto essere il “Figlio dell’uomo”, appellativo […] che, pur sottolineando la condizione umana […], evocava, con la visione di Daniele, la partecipazione alla potenza celeste [più megalomane di così non si può essere!]…»
Jules Isaac (1959)

«…Gesù Cristo parlava “come avente autorità”, parlava con potenza e non con persuasione, voleva conquistare, non convincere…»
Sergio Quinzio (1962)

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LXX. LA CAUSA TERMINALE DELLA MORTE ED I RILIEVI DELL’ESAME NECROSCOPICO DEL FANTOMATICO PERSONAGGIO YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE) SECONDO LE DEDUZIONI FORNITE DALLA RICOGNIZIONE DEI RELATIVI DATI FORNITI DAI REDATTORI DEI VANGELI CANONICI

«…Lo scandalo della croce e della resurrezione, presente come centro di tutta la storia, era, allora come oggi, una follia. […]. Ma il fatto che un evento ontologico, il quale ha il suo centro nella croce e nella resurrezione di Gesù, significa salvezza, e che questo centro è al tempo stesso centro di ogni rivelazione e di ogni storia, non può essere definito semplice forma espressiva e non ha nulla a che vedere con la concezione del mondo e col progresso della scienza. Appunto questo è ciò che fa dello scandalo un vero scandalo…»
Oscar Cullmann (1965)

«…Il cristianesimo fa della Resurrezione l’evento centrale del proprio messaggio; se Gesù Cristo non è resuscitato dalla morte, in aperta sfida alle leggi naturali, allora tutta la dottrina cristiana si rivela un’impostura…»
Harold Bloom (1992)

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LXXI. IL CONCETTO GIUDAICO-CRISTIANO DI “PADRE CELESTE”
L’aggettivo “celeste” deriva dall’espressione latina “in caelo est”, quindi significa stare in cielo al pari dell’aggettivo sostantivizzato “dio”, derivante dalla radice ariana “div” e sanscrita “djvô” che significa “in cielo luminoso” (da cui “dì” per “giorno”), “colui che sta in cielo”, ecc. Pertanto, “Padre celeste” denotativamente significa “Padre che risiede in cielo” cioè “ο ουρανιος” (“il celiano” = “l’abitante del cielo”) (Mt. V, 48; XXIII, 9; ecc.), come il termine “Dio” convenzionalmente significa “Colui che sta in cielo”. Il concetto di “Padre Celeste” giudaico-cristiano è magistralmente puntualizzato da Jeremias (1966) come segue: «…Presso Johanan Ben Zakkai, contemporaneo degli apostoli vissuto intorno al 50-80 d. C., fa spicco per la prima volta in due testi la definizione di Dio [(1)], quale “padre celeste”. […]...
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LXXII. LA PRASSI ANEROTICA DEL CORTEGGIAMENTO-ACCOPPIAMENTO NELLA MOSCA DROSOFILA MELANOGASTER
In qualsiasi momento si osserva il vivaio di allevamento dalle Drosofile Melanogaster si vedono i maschi di queste minutissime mosche (moscerini) scorazzare in tutti i sensi, incessantemente, nel tentativo di potersi accoppiare con quante più femmine possono. Le femmine in estro mostrano l’addome di colore bianco crema rigonfio di uova ed i maschi, spinti da un’urgenza impellente di accoppiarsi, urgenza del tutto assente nelle femmine (come si verifica nelle femmine di tutte le specie animali, compresa quella umana), si muovono freneticamente a scatti attorno alle femmine recettive. In particolare, non è raro osservare un maschio seguire imperterrito una femmina che gli sfugge in una data direzione, finché non gli passa a fianco un’altra femmina che fugge in direzione opposta.
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LXXIII. IL MOTIVO PER CUI I POLITICI NON HANNO MAI PROSPETTATO L’UNICO MODO REALMENTE EFFICACE PER SCONFIGGERE RADICALMENTE LA PIAGA DELLA “DROGA”, CONSISTENTE NELLA SEMPLICE DISTRUZIONE DELLE RELATIVE PIANTAGIONI, MEDIANTE DISERBANTI, OVUNQUE ESSE SORGANO
Il mercato mondiale della “droga” è centralizzato sotto una direttiva politica unificata ben coordinata. Pertanto, l’unico modo efficace per sconfiggere la piaga della “droga” consisterebbe in una volontà politica globale decisamente determinata a distruggere le piantagioni specifiche mediane gettito di defolianti ed erbicidi, tramite aerei ed elicotteri, com’è stato fatto per le piantagioni agricole di poveri contadini (1), mentre non sono state mai distrutte le piantagioni di “papavero da oppio”, di “coca”, di “canapa indiana”, di “tabacco” ecc... Le fazioni politiche, in realtà, non sono interessate a risolvere radicalmente la piaga della droga....
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LXXIV. LA DIMOSTRAZIONE SCIENTIFICA CHE NEL “CENACOLO” DI LEONARDO DA VINCI NON VI SI NASCONDE ALCUN “SEGRETO” DA DECODIFICARE
Il romanzo “The da Vinci Code” (“Il Codice da Vinci”) di Dan Brown (2003) (1) non è oltraggioso nei riguardi della Religione “cristiana” (letteralmente, “untiana” = “messiana”), come sostengono i gestori della “Chiesa Cattolica” (notoriamente fondata sulla “MENZOGNA”), ma nei riguardi della “VERITÀ”. Dunque, per spegnere le infuocate polemiche, sorte tra i due “MENTITORI” basta razionalmente riflettere sulla seguente analisi scientifica della risultante tra dati storici dell’ebraismo e dati storicizzati dai redattori dei Vangeli....
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LXXV. LA VERITÀ SULLA “LAICITÀ” DELLO STATO. IN RISPOSTA AL QUESITO POSTO DA CLAUDICO RODELLA
In data 11 luglio 2006 Cludio Rotella mi ha posto i seguenti quesiti: «…Cosa pensa della laicità dello stato? Lei pensa che lo stato abbia il dovere di essere imparziale tra le varie religioni e l’ateismo, oppure lei ritiene che lo stato avrebbe addirittura il dovere di promuovere l’ateismo, in quanto sola opinione vera, limitandosi a concedere una generica libertà formale di espressione ai credenti nelle false religioni da emarginare? Cioè, insomma, io vorrei sapere se per caso lei propone una sorta di “confessionalismo” ateo di stato». Premesso che le religioni sono tutte false e deleterie per l’umanità. Esse, benché siano embrionariamente sorte con carattere settario...
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LXXVI. ANALISI DI UNA LETTERA - CON CERTEZZA NON CONTRAFFATTA DAI FALSARI APOLOGETI DELL’ESORDIENTE “CRISTIANESIMO” PER LA COERENZA DELLO STILE E PER L’IMPARZIALITÀ DEL CONTENUTO - INVIATA ALL'IMPERATORE MARCIO ULPIO TRAIANO (53-117 D. C.) DA PLINIO CAIO CECILIO SECONDO DETTO “PLINIO IL GIOVANE” (61-113 D. C.), ALLORCHÉ ERA GOVERNATORE DELLA BITINIA (111-112 D. C.), PER INFORMARLO DELLA DIFFUSIONE DEI “CRISTIANI” IN QUEL TERRITORIO
Gli storici romani del I-II sec. d. C., nonostante descrivessero alcuni precisi particolari dell’incipiente diffusione del “messianesimo” [in greco “cristianesimo” (“untianesimo”)] ebraico, stranamente, non accennano minimamente al personaggio Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) - lo storicizzato protagonista dei racconti evangelici, in cui è identificato come il vero “messia redentore” (ritenuto “Figlio di Yhaweh”!) - destando l’assoluta certezza che in realtà non sia mai esistito. Infatti, i riferimenti degli storici romani, vissuti nei primi due secoli di espansione del “movimento cristiano”, non menzionano affatto il personaggio Yeschuah Bar-Yosef...
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