LIII. GLI SCRITTI SPECULARI DEL NUOVO TESTAMENTO
NON RICONOSCIUTI (DETTI “APOCRIFI”) DAI GESTORI DEL “CRISTIANESIMO
CATTOLICO” ESORDIENTE PERCHÉ RITENUTI COMPROMETTENTI |
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L'aggettivo qualificativo
“apocrifo” (dal greco "αποκρυφος"
che letteralmente significa “occulto”, “nascosto”,“oscuro”,
“segreto”, ecc.) nel caso specifico è usato
in senso traslato col significato di “non riconosciuto” e,
quindi, da non includere fra gli scritti canonici e, dal quinto secolo
in poi, ha anche acquisito il significato di malefico e proibito. Gli
scritti “apocrifi” riferibili specularmente al Nuovo
Testamento possono essere distinti in “Vangeli apocrifi”,
“Atti apocrifi”, “Epistole apocrife”
ed “Apocalissi apocrife”. |
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LIV. LE ALLUSIONI DENIGRANTI
NEI RIGUARDI DI YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”]
FIGLIO DI GIUSEPPE) DELLE REDAZIONI TALMUDICHE E LE PARODIE DISSACRANTI
DELLE REDAZIONI DEL “TOLEDOTH YESCHUAH” (“CONCEPIMENTO
[DI] GESÙ”)
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Il sostantivo ebraico
“Talmud” (“dottrina”), derivante
dalla radice verbale “lamad” (“imparare”),
designa il complesso dottrinale ebraico che costituisce la principale
codificazione della legge giudaica. Sussistono due versioni talmudiche
rispettivamente denominate “Talmud Eretz Israel o Yerushalmi”
(“Talmud di Israelie o Gerusalemitico”) (compilato
nel IV-V sec. d. C. in aramaico occidentale o palestinese) e “Talmud
Bavlì” (Talmud di Babilonia) (compilato nel VI sec.
d. C. in aramaico orientale o babilonese). La prima delle suddette versioni
talmudiche comprende trentanove delle sessantatre trattazioni della “Mishnah”
(“ripetizione” della legge orale codificata nel II
sec. d. C.)... |
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LV. I RIFERIMENTI RIGUARDANTI
YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE)
NEGLI SCRITTI ISLAMICI (“QUR‘AN” ED “AHDITH”)
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Nel Qur Jan (“Declamare”)
(italianizzato: Corano) Yeschuah Bar-Yosef (Gesù
[il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) è indicato come JIsa
ibn Maryam (Gesù figlio di Maria) ed, a volte, anche con l'aggiunta
della qualifica di “al-Masih” (“il Messia”)
(Sura II, 87; Sura III, 42-43, da 45 a 52, 55-59-84; Sura IV, 157-158-163-171; Sura V, 17-46-72-75-110-112-114-116; Sura VI, 85; Sura IX, 30-31; Sura XIX, 34; Sura LVII, 27; Sura LXI, 6-14) (1). In tale opera, di
cui il più antico manoscritto pervenuto - una copia del quale trovasi
presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano - è databile agli inizi
dell'VIII sec. (2) (1) relative ai primi tre ordini, a buona parte del
quarto ordine e ad alcuni capitoli del sesto ordine... |
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LVI. I COSIDDETTI "PADRI
APOSTOLICI" O "PRE-APOLOGETI" ED I COSIDDETTI "PADRI
DELLA CHIESA" O "APOLOGETI" CHE HANNO ELABORATO, FALSIFICANDOLI,
I DATI STORICI DELLA TRADIZIONE ORALE INERENTE L'ORIGINARIO "MOVIMENTO
CRISTIANO"
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Le insopportabili denigrazioni
continuamente effettuate da parte dei giudei e dei pagani nei confronti
degli iniziati al “movimento cristiano”, in quanto
tale movimento era visto come una malefica organizzazione settaria di
tipo superstizioso, per reazione scatenarono il fiorire di tutta una serie
di "απολογιαι" (italianizzato
“apologie”) (letteralmente “da orazioni”
ed in senso traslato “discorsi in difesa”) da parte
dei primi eminenti dotti del cristianesimo, incentivate dal potere politico
dominante, allorché tale potere prese coscienza che l’ideologia
della nuova sétta - inizialmente perseguitata, soprattutto per
il fatto che il rifiuto da parte dei suoi adepti di ogni altra divinità,
oltre la loro, era considerato come un attacco sovversivo alla sovranità
imperiale... |
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| LVII. LE CONDOTTE SESSUALI NELL'AMBITO DELLE USANZE SOCIO-CULTURALI DEGLI IMMIGRATI NEL TERRITORIO ITALIANO | |
La popolazione degli “immigrati” è costituita da individui - appartenenti a varie etnie, le cui
usanze socio-culturali specifiche sono fortemente radicate - provenienti
da territori a basso sviluppo economico e ad alto incremento demografico.
I gruppi umani - ciascuno secondo le proprie peculiarità etniche
- per convivere e sopravvivere col riprodursi, intraprendono le tipiche
modalità comportamentali relative all’espletamento dell’istinto
sessuale, ben coordinate dalla risultante delle ideologie e dei valori
tradizionali, il cui rispetto impedisce la conflittualità tra i
generi, facilitando la continuità biologica e culturale del gruppo
di appartenenza garantendone la stabilità e la coesione. Fin dall’inizio
del secolo scorso gli studiosi di antropologia culturale (Crawley, 1902;
Westermark, 1906; ecc.) hanno analizzato e puntualizzato le diverse modalità
di espletamento dell’attività sessuale secondo i costumi,
le concezioni ideologiche, le razionalizzazioni e, persino le sublimazioni,
proprie di ciascuna società umana (1). |
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Col termine “Agrapha” (nominativo plurale neutro del latino “agraphon” = “non-scritto”) si suole indicare il complesso delle massime e delle semplici asserzioni verbali, tradizionalmente attribuite dai gestori del movimento cristiano, per l’utilità della politica capitalistica imperiale, al fantastico personaggio Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe), non riportate nei quattro Vangeli canonici (1), di cui è difficile provarne l’autenticità. Essi si riscontrano negli scritti neotestamentari non evangelici (2), negli scritti degli apologeti (3) dalle origini del cristianesimo fino al medioevo... |
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Fra i vari eminenti studiosi propensi ad ammettere che Yehouda Galilaios Bar-Hezekia (Giuda Galileo Figlio di Ezechia) - famoso rivoluzionario morto combattendo durante l'insurrezione del 6-7 d. C. (1) - sia stato il padre biologico di Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe), oltre Rosati (1988) (2), si annovera anche Donnini (1994) il quale, a riguardo, non esita ad affermare quanto segue: «…ritengo abbastanza verosimile che il Cristo sia stato proprio il figlio primogenito di Giuda il Galileo […]. Credo anche però che tutto il possibile sia stato fatto, dagli scribi della Chiesa, per cancellare definitivamente la memoria di questa compromettente origine, creando la residenza leggendaria a Nazaret [località fondata nel primo ventennio del III sec. d. C.!]... |
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| LX. L’ “ATEISMO” DI RITORNO DELL’UMANITÀ ORIGINARIAMENTE ATEA | |
| «…La paurosa credenza nella divinità fu inventata da un uomo astuto e sagace…» Raffaele Pettazoni (1957) Come ricorda Hourdin (1967) «…L’esistenza dell’ateismo è storicamente molto più antica della civiltà cristiana. L’ateismo ha una propria autonomia. Alcuni filosofi dell’antichità come Epiteto ed Epicuro erano atei. La diffusione dell’ateismo è, d’altronde, molto più ampia di quanto lo sia la conoscenza del Vangelo. […]. Dunque, il Cristo, Figlio di Dio, si sarebbe incarnato quando già esistevano gli atei. Le Chiese che ne sono seguaci non hanno estinto l’ateismo…» (1)... |
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| LXI. LE BASI BIOEVOLUZIONISTICHE DEI COMPORTAMENTI DI SCELTA DEl PARTNER SESSUALE NELLA SPECIE UMANA | |
Ormai è ampiamente documentato che ogni comportamento animale, compreso quello dei primati umani, si è evolutivamente selezionato (Hamilton, 1964; Williams, 1966; Trivers, 1971; Wilson, 1975; Keller e Liod, 1992) (1) eliminando gradualmente le strategie comportamentali non adattive e, progressivamente, rinforzando quelle adattive efficaci nel raggiungere le finalità biologiche, fra cui la finalità di realizzare la conquista del partner sessuale. D’altra parte, è anche dimostrato che la scelta selettiva del partner sessuale promuove l’“eterozigosi genetica” che, conseguentemente, determina un aumento della probabilità di sopravvivenza degli individui eterozigoti per la presenza di un maggior numero di geni attivanti la funzione immunitaria (Nesse e Wiliam, 1994) (2)... |
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Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) risulta essere nato, al termine fisiologico di gravidanza (Luca II, 6) (1), da parto eutocico ed indolore nonostante che la madre Myriam Bar-Yeoyakim (Maria Figlia di Gioacchino) fosse notevolmente stressata da un disagevole viaggio di circa 150 Km. - al termine del quale ebbe anche delle visioni [“Vangelo dello Pseudo Matteo” XIII, 1 (2); Codice Hereford (3) e Codice Arundel (4) dell'“Infanzia del Salvatore” I, 61; ecc.] [se realmente verificatesi si è senz'altro trattato di un tipico episodio allucinatorio sicuramente attribuibile ad uno stato onirico-confusionale (5) non inquadrabile nel contesto di una psicosi gravidica primaria, ma indotto dalla protratta carenza di sonno (6) e dalla eccessiva stanchezza... |
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Per quanto riguarda l'infanzia - ossia l'epoca compresa tra il terzo mese ed il quarto anno (prima infanzia) e quella compresa tra il quinto anno e l'ottavo anno (seconda infanzia) - del mitico personaggio evangelico Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) - a parte che egli avrebbe pronunziato le prime parole - sicuramente nell'idioma familiare consistente in uno dei diversi dialetti dell'aramaico (1) - ed avrebbe effettuato i primi passi [se fosse esistito veramente, non di certo appena nato come si rileva nella letteratura edificante (2) prodotta dagli interessati gestori del movimento cristiano] in età fisiologica... |
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Per quanto riguarda il periodo prepuberale - cioè l'epoca compresa tra il nono anno e l'undicesimo anno d’età - del personaggio, creato a scopo “apologetico-edificante” dai gestori del movimento cristiano, Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) non vi è nulla di esplicitamente dichiarato, tuttavia, se fosse veramente esistito, si può arguire che all'età di dieci anni sarebbe stato iscritto, come di norma, al triennio di scuola superiore denominata bet talmud (casa della sapienza)(1) mentre, nel contempo, avrebbe dovuto continuare l'apprendistato presso la falegnameria del padre Yosef Bar-Heli (Giuseppe Figlio [legale] di Eli)... |
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Per quando riguarda il periodo adolescenziale - cioè l'epoca compresa tra il tredicesimo anno ed il ventesimo anno - attribuibile all’emblematico personaggio Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) sia i Vangeli canonici che quelli non canonici risultano del tutto silenti. Soltanto Notowitsch (1884) riferisce dell'esistenza di antichissimi manoscritti tibetani - che, a dire dello stesso Notowitsch (1884), si conserverebbero a Lhasa, capitale del Tibet, mentre le relative copie si troverebbero nel convento Lama Hemis di Ladakh - in cui sarebbe documentato che quando Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe)... |
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| Per quanto riguarda il periodo della giovinezza - ossia, l'epoca compresa tra il ventunesimo anno ed il trentaduesimo anno di età - del costruito personaggio Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) si constata che gli evangelisti non riferiscono alcuna notizia del ventennio comprensivo del suo periodo adolescenziale e giovanile - che, stando alle consuetudini giudaiche dell’epoca, avrebbe dovuto trascorrere in parte nell'esercizio del proprio mestiere (1) ed in parte nel “nazirato” (2) - , finché lo fanno improvvisamente ricompare all'età di circa trentadue anni allorché egli, essendo venuto a conoscenza che, presso il guado di Bethabara ad ottanta chilometri di distanza dal suo villagio... | |
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«…All'età della pubertà (dodici anni) [...] egli fa una fuga [...] e si dichiara essere il figlio del dio dei Giudei…» L'anamnesi patologica remota si riferisce a tutti gli eventi morbosi occorsi dalla nascita a tutto il periodo di vita antecedente all'epoca della comparsa degli eventi morbosi che hanno determinato l'esame in atto del soggetto. Pertanto, nel caso particolare di Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe), la ricognizione anamnestica da ritenersi remota è quella riferibile al periodo compreso dalla nascita all’età di trent’anni... |
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L'anamnesi patologica recente si riferisce al complesso degli ultimi eventi morbosi che hanno determinato la necessità di prendere in esame il soggetto. Nel caso particolare di Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) l’anamnesi patologia da ritenersi recente è quella riferibile all’epoca compresa tra l’ultimo periodo della giovinezza ed il periodo iniziale della maturità, bruscamente interrotta dalla sua morte avvenuta al compimento del trentaquattresimo anno di età (1), i cui dati anamnestici possono essere raccolti conformandosi rigorosamente alle informazioni fornite esclusivamente dal Nuovo Testamento... |
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| «…Gesù […] a varie riprese si è dichiarato Messia e Figlio di Dio, Figlio di Dio piu spesso che
Messia, non potendo per lui l’uno andare senza l’altro […]. Egli si è dichiarato: unico Figlio di Dio, una cosa sola con Dio, disceso dal cielo, preesistente da ogni eternità, luce del mondo, pane della vita, sola porta di salvezza […], ha voluto essere il “Figlio dell’uomo”, appellativo […] che, pur sottolineando la condizione umana […], evocava, con la visione di Daniele, la partecipazione alla potenza celeste [più megalomane di così non si può essere!]…» «…Gesù Cristo parlava “come avente autorità”, parlava con potenza e non con persuasione, voleva conquistare, non convincere…» |
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«…Lo scandalo della croce e della resurrezione, presente come centro di tutta la storia, era,
allora come oggi, una follia. […]. Ma il fatto che un evento ontologico, il quale ha il suo centro
nella croce e nella resurrezione di Gesù, significa salvezza, e che questo centro è al tempo stesso
centro di ogni rivelazione e di ogni storia, non può essere definito semplice forma espressiva e
non ha nulla a che vedere con la concezione del mondo e col progresso della scienza. Appunto
questo è ciò che fa dello scandalo un vero scandalo…» «…Il cristianesimo fa della Resurrezione l’evento centrale del proprio messaggio; se Gesù Cristo
non è resuscitato dalla morte, in aperta sfida alle leggi naturali, allora tutta la dottrina cristiana
si rivela un’impostura…» |
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L’aggettivo “celeste” deriva dall’espressione latina “in caelo est”, quindi significa stare in cielo al pari dell’aggettivo sostantivizzato “dio”, derivante dalla radice ariana “div” e sanscrita “djvô” che significa “in cielo luminoso” (da cui “dì” per “giorno”), “colui che sta in cielo”, ecc. Pertanto, “Padre celeste” denotativamente significa “Padre che risiede in cielo” cioè “ο ουρανιος” (“il celiano” = “l’abitante del cielo”) (Mt. V, 48; XXIII, 9; ecc.), come il termine “Dio” convenzionalmente significa “Colui che sta in cielo”. Il concetto di “Padre Celeste” giudaico-cristiano è magistralmente puntualizzato da Jeremias (1966) come segue: «…Presso Johanan Ben Zakkai, contemporaneo degli apostoli vissuto intorno al 50-80 d. C., fa spicco per la prima volta in due testi la definizione di Dio [(1)], quale “padre celeste”. […]... |
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In qualsiasi momento si osserva il vivaio di allevamento dalle Drosofile Melanogaster si vedono i maschi di queste minutissime mosche (moscerini) scorazzare in tutti i sensi, incessantemente, nel tentativo di potersi accoppiare con quante più femmine possono. Le femmine in estro mostrano l’addome di colore bianco crema rigonfio di uova ed i maschi, spinti da un’urgenza impellente di accoppiarsi, urgenza del tutto assente nelle femmine (come si verifica nelle femmine di tutte le specie animali, compresa quella umana), si muovono freneticamente a scatti attorno alle femmine recettive. In particolare, non è raro osservare un maschio seguire imperterrito una femmina che gli sfugge in una data direzione, finché non gli passa a fianco un’altra femmina che fugge in direzione opposta. |
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Il mercato mondiale della “droga” è centralizzato sotto una direttiva politica unificata ben coordinata. Pertanto, l’unico modo efficace per sconfiggere la piaga della “droga” consisterebbe in una volontà politica globale decisamente determinata a distruggere le piantagioni specifiche mediane gettito di defolianti ed erbicidi, tramite aerei ed elicotteri, com’è stato fatto per le piantagioni agricole di poveri contadini (1), mentre non sono state mai distrutte le piantagioni di “papavero da oppio”, di “coca”, di “canapa indiana”, di “tabacco” ecc... Le fazioni politiche, in realtà, non sono interessate a risolvere radicalmente la piaga della droga.... |
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Il romanzo “The da Vinci Code” (“Il Codice da Vinci”) di Dan Brown (2003) (1) non è oltraggioso nei riguardi della Religione “cristiana” (letteralmente, “untiana” = “messiana”), come sostengono i gestori della “Chiesa Cattolica” (notoriamente fondata sulla “MENZOGNA”), ma nei riguardi della “VERITÀ”. Dunque, per spegnere le infuocate polemiche, sorte tra i due “MENTITORI” basta razionalmente riflettere sulla seguente analisi scientifica della risultante tra dati storici dell’ebraismo e dati storicizzati dai redattori dei Vangeli.... |
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In data 11 luglio 2006 Cludio Rotella mi ha posto i seguenti quesiti: «…Cosa pensa della laicità dello stato? Lei pensa che lo stato abbia il dovere di essere imparziale tra le varie religioni e l’ateismo, oppure lei ritiene che lo stato avrebbe addirittura il dovere di promuovere l’ateismo, in quanto sola opinione vera, limitandosi a concedere una generica libertà formale di espressione ai credenti nelle false religioni da emarginare? Cioè, insomma, io vorrei sapere se per caso lei propone una sorta di “confessionalismo” ateo di stato». Premesso che le religioni sono tutte false e deleterie per l’umanità. Esse, benché siano embrionariamente sorte con carattere settario... |
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Gli storici romani del I-II sec. d. C., nonostante descrivessero alcuni precisi particolari dell’incipiente diffusione del “messianesimo” [in greco “cristianesimo” (“untianesimo”)] ebraico, stranamente, non accennano minimamente al personaggio Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) - lo storicizzato protagonista dei racconti evangelici, in cui è identificato come il vero “messia redentore” (ritenuto “Figlio di Yhaweh”!) - destando l’assoluta certezza che in realtà non sia mai esistito. Infatti, i riferimenti degli storici romani, vissuti nei primi due secoli di espansione del “movimento cristiano”, non menzionano affatto il personaggio Yeschuah Bar-Yosef... |
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