XXXIII. I DUE PIÙ FAMIGERATI PERSONAGGI STORICI FRA QUELLI A CUI SI ATTRIBUISCE LA PATERNITÀ BIOLOGICA DI YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE)
È ben documentato (1) che fin dall’epoca precedente a quella dei primi accenni neotestamentari riguardante la predicazione itinerante del personaggio storicizzato come Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe)  ― epoca in cui, da un breve riferimento di Filone Alessandrino (24 a.C. - 40 d.C.) (massimo rappresentante letterario del giudaismo ellenistico) (2), egli è descritto come un uomo “eccezionalmente inflessibile e crudele” (!!), nozione sicuramente tratta dalle tante descrizioni, che si tramandavano oralmente, riguardante qualcuno dei numerosi esaltati visionari che imperversavano nella Palestina sotto il dominio dei romani ―  circolavano le dicerie, più o meno ignominiose, che si siano potute dire sulla sua origine e sulla sua vita (3).
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XXXIV. LA SIGNIFICATIVA CARRELLATA DEI NUMEROSI PAPI RESPONSABILI DI SANGUINARI ORRENDI CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ E DI GRAVISSIME ILLEGALITÀ
È storicamente ben documentato che i “Papi”, non solo sono stati direttamente responsabili di orrende atrocità, ma hanno sempre permesso, e continuano a permettere, azioni delittuose di ogni genere. Non a caso Lord Acton (1960-1967) afferma che “I papi non furono soltanto assassini in grande stile, ma fecero dell’assassinio un fondamento legale della Chiesa cristiana ed una condizione per ottenere la salvezza” (cfr. Acton J.E. «Lectures on Modern History», London, 1960 e «Essays in the Liberal Interpretation of History», Chigago-London, 1967).
Il Papa Leone I (440-461) promosse la prima sanguinosa lotta “pro fide agere” (“agire per la fede”) contro i non cristiani...
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XXXV. I FRATELLI E LE SORELLE DEL PERSONAGGIO YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE) CONFIGURATO E STORICIZZATO DAI REDATTORI DEI VANGELI
Nella storicizzazione del personaggio Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [Il “Cristo”] Figlio di Giuseppe), configurato come il “Cristo” (il “Messia” giudaico) dai redattori dei Vngeli, la dichiarata concretezza di suoi fratelli (“œδελφοι”) e sorelle (“œδελφης”) è un dato di fatto inconfutabile e, come precisa Goguel (1950), «...Per la storia non esiste il problema dei fratelli di Gesù: esso non esiste che per la dogmatica cattolica...» (cfr. Goguel M.: «Jésus,Histoire des vies de Jésus», Paris, 1950). Infatti, «...La confusione dei fratelli di Gesù con i suoi cugini ha origine dall'errato tentativo di dimostrare la perpetua verginità di Maria...» (cfr. Schlatter A.: «Einleitung in die Bibe», Stuttgart, 1923), «...A motivo della preesistenza e della concezione verginale, la chiesa cattolica romana ha fatto dei fratelli di Gesù i suoi cugini...» (cfr. Nauck W.: voce «Brüder Jesu» in Reike B., Rost L.: «Bibl. histor. Handwörterbuch», Göttingen, 1962)...
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XXXVI.L’UNICA DATA PLAUSIBILE IN CUI DAI REDATTORI DEI VANGELI SI SAREBBE POTUTA PORRE LA MORTE DELLO STORICIZZATO NON ESISTITO YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [il “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE

Con certezza, si sa soltanto che la morte dell’inesistito storicizzato Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) dai redattori dei Vangeli non si sarebbe potuta porre né prima dell'anno 26 d. C. né dopo l'anno 36 d. C. se si ritiene veritiero  ― indipendentemente da quanto asserito nei Vangeli canonici ed in un'epistola paolina (di dubbia autenticità), come nelle contraffazioni degli scritti dello storico ebraico Giuseppe Flavio (37-103 d. C.) e dello storico romano Cornelio Tacito (54-120 d. C.) ―  che la sua condanna a morte sarebbe stata fatta eseguire dal legendario procuratore romano della Giudea (1) Lucio Ponzio Pilato († 39 d. C.)  — di cui, in realtà, non risulta alcuna sicura traccia storica —, il quale avrebbe tenuto la giurisdizione procuratoria della Giudea per incarico dell'imperatore Tiberio (14-37 d. C.) (2) precisamente dal 26 al 36 d. C., sulla cui persona sono state tramandate svariate e controverse dicerie (3).

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XXXVII. LA VERITÀ SU I “VANGELI CANONICI” (AVVENIMENTI RIELABORATI ED INFARCITURE MITICO-LEGGENDARIE)

«…Gli Evangelisti sono gli inventori, non gli storici, delle cose che dicono di Gesù…»
Porfirio (234-305 d. C.)

«…I Vangeli sono scritti di propaganda, destinati ad organizzare e ad autenticare, rendendola verosimile, la leggenda rappresentata nel dramma sacro della setta ed a conformarla alle consuetudini della mitologia dell’epoca…»
Charles Guignebert (!938)

«…La più antica trasmissione dei Vangeli è stata fissata per iscritto solo alcune decine di anni dopo la morte di Gesù e perciò su di essa possono gravare sospetti di incompletezza e di alterazione…»
Martin Werner (1941)...

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XXXVIII. IL MOTIVO PER CUI IL MIRACOLO DELLA “RESURREZIONE DI LAZZARO” RISULTA MENZIONATO IN UNO SOLO DEI VANGELI CANONICI NONOSTANTE FOSSE IL MIRACOLO PIÙ STRABILIANTE DI TUTTI I MIRACOLI ATTRIBUITI A YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE)
Nelle copie dei Vangeli pervenute (1), come è noto, sono state volutamente sottratte delle parti non confacenti ai fini apologetici ed inserite parti fantastiche compiacenti. La mancanza di un sia pur minimo accenno al “miracolo” della “resurrezione di Lazzaro” in tutti i tre “vangeli sinottici” (secondo Marco, Matteo e Luca) dei quattro “Vangeli canonici” costituisce l’esempio più eclatante di sottrazione ed occultamento di un passo evangelico non ritenuto confacente ai fini apologetici perché la relativa originaria tradizione orale e la prima versione scritta, oltre a dimostrare l’insussistenza del miracolo più prodigioso attribuito a Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe), personaggio inventato storicamente non esistito, faceva esplicitamente allusione ad una relazione omosessuale del fantomatico Yeschuah Bar-Yosef (Gesù [il “Cristo”] Figlio di Giuseppe) medesimo con il suo presunto miracolato (anche lui non esistito!), come dimostrato dalla sconcertante scoperta fatta da Morton Smith (1960).
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XXXIX. LA "PREGHIERA", COME INVOCAZIONE PETITIVA A "DIO" (O "SUPPLICA"), ESPRESSIONE DI IRRAZIONALITÀ UMANA QUALE RESIDUO DI UNA MODALITÀ FUNZIONALE ATAVICA

«…Se tutto accade secondo la volontà di Dio e se le sue decisioni sono ferme, la preghiera non ha senso…»
Origene di Alessandria (185-254 d. C.)

«…Dio può fare qualunque cosa tranne contraddirsi…»
Guglielmo di Occam (1280-1349)...

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XL. IL DISTURBO DI DISMORFIRMO CORPOREO
Il termine “Dismorfismo” deriva dal sostantivo greco "Δυσμορφια" che letteralmente significa “Deformia” cioè “alterazione della forma”, quindi con l’espressione “Dismorfismo corporeo” si suole indicare genericamente le alterazioni obiettive del normale aspetto dei vari segmenti corporei. Mentre, il timore ossessivo di avere particolari deformità o anomalie somatiche per una propria soggettiva penosa convinzione errata, su cui verterà la presente disquisizione, si suole indicare con il termine denotativo “Dismorfofobia” composto dall’unione dei due termini greci "Δυσμορφια" (“Deformia”) e φοβια (“paura”) introdotto in psichiatria da Enrico Morselli (1891)...
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XLI. LA VERITÀ CIRCA LE COSIDDETTE “TESTIMONIANZE STORICHE” RIGUARDANTI IL PERSONAGGIO YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE)

«…se dovessimo limitarci a scrivere quello che sappiamo di Gesù con assoluta certezza, non andremo oltre una decina di righe…»
Ernest Renan (1863)

«...se la scienza storica può in genere illuminare la tradizione storicamente, non è per nulla in grado di stabilire una qualsiasi mediazione tra passato e presente...»
Albert Schweitzer (1913)

«…Poiché il cristianesimo si è imposto al mondo, la storia del mondo è da duemila anni la storia del cristianesimo…»
Sergio Quinzio (1962)

«…Obiettività storica non significa ricostruzione del passato nella irripetibile fattualità, bensì significa la verità di questo passato, visto alla luce del presente…»
Edward Schillebeeckx (1969)

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XLII. ANAMNESI PATOLOGICA DEL PERSONAGGIO YESCHUAH BAR-YOSEF (GESÙ [IL “CRISTO”] FIGLIO DI GIUSEPPE)

«…Solo la scienza è pura perché […] la propaganda non la riguarda. Il suo compito è dimostrare e non persuadere o convertire. Chi ha scoperto un teorema ne rende pubblica la dimostrazione per coloro che possono comprenderlo […], non fa ricorso ad artifici oratori per farlo adottare a chi non vede la verità. […]. Solo la scienza cerca la pura verità. Solo essa fornisce valide ragioni […] e porta una critica severa all’uso di mezzi di persuasione. Forse in avvenire il popolo, quando sarà istruito come ci auguriamo, si arrenderà soltanto di fronte alle prove valide, razionalmente dedotte…»
Ernest Renan (1863)

«…In pratica la Chiesa vive del fatto che i risultati delle ricerche scientifiche sulla vita di Gesù non sono, nel suo ambito, di dominio pubblico…»
Hans Conzelmann (1959)

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